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Soccorritori e saturimetro







I Soccorritori dopo i recenti sviluppi in campo tecnologico hanno la possibilità di misurare il livello dell’ossigeno all’interno dei vasi sanguigni di un Paziente. L’ossimetro, cioè l’apparecchio che consente di eseguire tale operazione detto anche saturimetro, invia raggi di luce di diverso colore all’interno del tessuto all’estremità di un dito o sul lobo dell’orecchio e misura la quantità di luce restituita. Lo strumento determina quindi la proporzione di ossigeno nel sangue e visualizza la percentuale della saturazione di ossigeno, definita anche Sp02.

Il saturimetro è quindi un dispositivo diagnostico fotoelettrico che consente un monitoraggio attendibile, continuo e non invasivo della funzione ventilatoria del paziente, mediante la rilevazione della saturazione d’ossigeno dell’emoglobina nel sangue periferico.

possibilità di misurare il livello dell’ossigeno all’interno dei vasi sanguigni di un Paziente La saturazione di ossigeno dell’emoglobina è indice della disponibilità di 02 a livello tessutale, e varia in funzione della saturazione di ossigeno del sangue arterioso (Sa02). E’ un utilissimo parametro vitale che aiuta a riconoscere prontamente gli stati di ipossiemia. La valutazione di tale valore è utile per misurare l’efficienza della funzione polmonare di ossigenazione del sangue in numerose situazioni patologiche quali l'asma bronchiale, l'edema polmonare acuto, neoplasia polmonare, traumi toracici ecc..

L’ossigeno è presente nel sangue in due forme una piccola parte è disciolta nel plasma (1-2%) e può essere valutata mediante un esame invasivo (EGA), la parte più consistente (98-99%) è invece legata all’emoglobina (Hb). L’emoglobina é un pigmento colorato del globulo rosso e deve ad esso il suo colore e al quale si fissano 02 e C02. L'emoglobina (800gr negli adulti) legata all' ossigeno è detta ossiemoglobina, quella libera non legata ad O2 è detta invece emoglobina ridotta. Il suo colore varia a seconda del grado di saturazione di ossigeno il colore “rosso vivo” e indice di una adeguata quota di ossigeno fissato, il colore “rosso scuro" è indice di aumento di Hb ridotta.

Il saturimetro, se di buona qualità, può essere utile anche per valutare l’efficacia della respirazione artificiale. Infatti sono in grado di rilevare dati anche in presenza di un segnale debole, vale a dire in assenza di una pressione arteriosa apprezzabile come nel paziente in ACC sottoposto a RCP.

Nella maggior parte dei casi un saturimetro fornisce anche dati quali la frequenza cardiaca e l’ampiezza del polso, in questo caso il dispositivo prende il nome di pulsiossimetro. Tali valori cardiaci e respiratori assumono un significato particolarmente importante soprattutto se correlati tra loro. Il dispositivo può essere dotato di una stampante dedicata che consente un’analisi successiva dei valori rilevati.

L'apparecchio come già anticipato in precedenza mediante un sensore, rileva il colore o meglio la quota di luce assorbita e riflessa dell' emoglobina del sangue circolante del dito della mano/piede, nel lobo dell’orecchio o del dorso del naso secondo il punto d'applicazione e il tipo di sonda, risalendo in modo indiretto, alla saturazione. d’ossigeno dell’emoglobina, indicata con la sigla Sp02% (range 1-100). Il range 1-100 è un'indicazione puramente concettuale, dato che valori Sp02 prossimi a poche decine di unità (1-30) sono incompatibili con la vita.

I rilevatori di Sp02 nasali e frontali sono piü sensibili rispetto a quelli posti alle estremità distali perchè risentono meno di eventuati alterazioni circolatorie periferiche.

In un organismo sano che respiri in aria ambiente cioè con Fi02=21%, la saturazione di ossigeno, o SpO2, va di solito dal 95% al 99%. Valori anche di poco inferiori al 95% indicano iposia, in particolare, dal 91% al 94% denotano un’ipossia lieve, dall’ 86% al 90% ipossia moderata mentre si parla di ipossia grave in presenza di valori pari all’85% o inferiori. L'ipossia indica un'alterata funzione ventitatoria che necessita di un intervento terapeutico con ossigeno terapia.

Valori anche di poco inferiori al 95% indicano iposia Il valore di Sp02 che come detto in precedenza si riferisce al sangue circolante periferico può essere compreso tra i valori "normali" anche in pazienti con ischemie acute focali, che non si ripercuotono sull’economia d'ossigeno compressivo circolante dell'organismo. Tali Pazienti spesso respirano in maniera sufficientemente adeguata (es. IMA senza dispnea, ictus), un valore di Sp02 normale non deve quindi trarre in inganno! A tali Pazienti andrà somministrato ossigeno ad alto flusso anche per Sp02 nella norma, per cercare di tamponare la situazione locale di deficit d’ossigeno.

Ecco i parametri di riferimento della saturazione d'ossigeno:

del 97-98%, tutti i pazienti con manifestazioni riconducibili a ischemie distrettuali senza complicanze respiratorie (IMA, ictus cerebrali ecc.).

del 100%, tutti i Pazienti con manifestazioni riconducibili a ischemie distrettuali con complicanze respiratorie (IMA, ictus cerebrali, traumi toracici ecc.).

non superiore al 90% per i Pazienti con patologie cronico degenerative dell’apparato cardiopolmonare (BPCO) per non indurre depressione respiratoria (BPCO: gruppo di patologie croniche normalmente in ossigenoterapia domiciliare quali asma, bronchite cronica, enfisema polmonare).

Si ribadisce comunque che, in ogni caso, indipendentemente dalla conferma saturimetrica, è indispensabile somministrare ossigeno a tutti i pazienti con insufficienza respiratoria oggettiva o soggettiva anche se presentano valori di Sp02 normali non dimenticando di seguire i protocolli operativi 1.1.8..

LIMITI DI IMPIEGO: In alcuni casi, valori rilevati dalla lettura del saturimetro non dovranno essere considerati affidabili poiché influenzati da fattori che ne inficiano l‘attendibilità:

Shock scompensato;

Pazienti forti fumatori;

Ipotermia per la vasocostrizione periferica e tentativo di compenso;

Anemia grave;

Abuso di farmaci con attività vasocostrittrice;

Disemoglobinemia come l'intossicazione da monossido di carbonio, in questo caso il saturimetro leggerà il colorito rosso vivo del sangue come non cianosi e gli attribuirà valori erroneamente rassicuranti, prossimi al 100%;

Pazienti con presenza di pulsazione venosa (patologie di cuore destro, sensore applicato in modo troppo stretto, presenza sull’arto dove é applicata la sonda di sfigmomanometro in pressone. Il saturimetro leggerà sangue non più arterioso ma commisto arterovenoso, attribuendogli un valore inferiore rispetto alla reale saturazione arteriosa.

Edema, i tessuti edematosi disperdono maggiormente la tuce rispetto a quelli normali, determinando lettura difficile e quindi, con molta probabilità, erronea.

Retativamente all’interferenza o meno dell’iperbilirubiriemia con l’accuratezza della rilevazione di Sp02 mediante saturimetro, alcuni Autori, hanno determinato che l'alterazione cutanea e tessutale prodotta dall'eccesso di bilirubina possa a sua volta influenzare l'accuratezza della lettura della Sp02.

Attenersi ai protoccolli locali


Alcuni accorgimenti di carattere tecnico evitano all'operatore di commettere errori che si ripercuotono sulla qualità delta misurazione e, conseguentemente, sull'appropiatezza dell'intervento da adottare:

Premere il ditale sonda si rischia di indurre pulsazione venosa.
Non rimuovere smalto unghie determina rilevazione di dati artefatti anche in maniera grave. Inoltre, lo smalto sulle unghie, impedisce anche la valutazione visiva del colorito del letto ungueale indice respiratorio e pressorio importantissimo.
Sonda posizionata su dita diverse dal medio della mano.
Vibrazioni continue delle estremitâ alle quali è applicato il sensore possono provocare rilevazioni artefatte, mimando pulsazioni calcolate nella determinazione delta frequenza cardiaca.
Non proteggere la sonda fotoelettrica dalla luce diretta determina errori di lettura in eccesso.
Si dovrebbe tenere quindi il sensore al buio.
Non pulire accuratamente e sistematicarnente lo strumento può incidere sul valore letto dal dispositivo in quanto, assorbendo luce, determina letture tendenzialmente sottostimate. La pulizia del pulsiossimetro deve attenersi scrupolosamente alle istruzioni fornite dal costruttore
Il cavo di collegamento ditale/dispositivo deve passare sul dorso della mano.
Inoltre il polso rilevato dallo strumento e quello radiale rilevabile manualmente devono concordare per ritmo e frequenza.

Sebbene la percentuale di saturazione dell’emoglobina sia un dato preciso ed estremamente utile nella vatutazione dell’attività respiratoria del Paziente è bene non basarsi solo sui dati forniti dal dispositivo. Non privilegiare mai la valutazione della Sp02 a discapito dei rilievi respiratori clinici e obiettivi, preziosissimi e a volte più eloquenti di un singolo dato strumentale.

sito consigliato: www.italiapsicologia.it


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