L’Ipossiemia arteriosa costituisce una delle principali minacce alla sopravvivenza dei nostri pazienti,
e la migliore ossigenazione cellulare possibile, alla cui base sta sicuramente anche il raggiungimento di
una PaO2 idonea, deve ritenersi un target imprescindibile nel paziente critico.
Forse non tutti sanno che la cianosi diventa clinicamente evidente per valori di PaO2 molto bassi (intorno a 45 mm/Hg),
ed è quindi fondamentale poter rilevare che il nostro paziente è ipossico prima del raggiungimento di questi valori !!
Da parecchi anni si utilizzano in ambito ospedaliero apparecchi in grado di rilevare con metodica mini-invasiva
la Saturazione di Ossigeno del sangue arterioso, con metodo spettrofotometrico e per via percutanea.
Ovviamente sto parlando dei “saturimetri”, apparecchi che fanno ormai parte della dotazione di quasi tutti i
mezzi di soccorso preospedaliero, e che tutti noi utilizziamo da tempo con disinvoltura.
Troppa ? si tratta di uno strumento del tutto attendibile, a cui affidarsi e a cui credere ciecamente,
lasciando ad esso il compito di guidare in toto la nostra condotta terapeutica ?
Personalmente, forse per una questione di “scuola” o di esperienze di ospedale e di soccorso, sono poco
incline a fidarmi acriticamente della tecnologia, appartenendo ancora a quella stirpe di anestesisti
che cercano di guardare prima il malato, e poi il monitor.
Qualche piccola riflessione dunque, sull’utilizzo di questo diffuso device.
Che possa servire a tutti noi per migliorare la qualità del nostro lavoro.
Saturimetro…
Forse Non tutti sanno che :
- E’ stato inventato nel 1935 da Carl Matthes
- Si basa sulla legge di Beer-Lambert. Il Saturimetro traduce in un valore numerico l’assorbimento di luce a lunghezza d’onda costante da parte dell’ossiemoglobina. Il valore ovviamente varia in base alla quantità di emoglobina saturata (ossiemoglobina) del sangue arterioso (SaO2)
- La Relazione tra PaO2 e SpO2 non è lineare (sigmoide) ed è influenzata dal Ph ematico, dalla temperatura, dalla concentrazione plasmatica di 2-3 DPG. In altre parole, al variare della Temperatura e del Ph due pazienti con SpO2 uguali, potrebbero avere valori di PaO2 molto diversi, ovvero essere più ipossici di quanto pensiamo !!
- Per lo stesso motivo (relazione non lineare tra PaO2-SpO2), variazioni importanti della PaO2 non si manifestano con importanti variazioni della saturazione. Ovvero un paziente che passa da 98% a 96% di saturazione potrebbe avere avuto una caduta di Pao2 anche di 50-60 mm/Hg !!
- IL Saturimetro non monitorizza la ventilazione….Perciò pazienti con buone saturazioni di ossigeno potrebbero essere ipercapnici e acidotici, soprattutto se hanno un alterato drive ventilatorio centrale (BPCO), con le conseguenze facilmente immaginabili (rimando in tal senso alle mie precedenti trattazioni)
- Esistono tutta una serie di situazioni in cui il saturimetro dà valori falsi e non affidabili (in genere verso il basso) e che fondamentalmente sono le seguenti :
Paziente ipotermico e vasocostretto : difficoltà di lettura
Paziente ipoteso con Pa sys < 80 mm/Hg : ipolettura
Posizionamento della sonda omolato ad accesso arterioso invasivo, o al bracciale della pressione : lettura falsata verso il basso per furto di flusso
Paziente con congestione venosa dovuta ad insufficienza valvolare della tricuspide o Cardiomiopatia Dilatativa : il saturimetro legge parzialmente anche il flusso venoso : lettura falsata verso il basso
Paziente con Anemia Falciforme (emazie falciformi falsano la spettrofotometria, possibile iperlettura o ipolettura)
Ovviamente lo smalto per le unghie.
- E per concludere alcune situazioni che causano artefatti di lettura :
Luce solare intensa, fluorescenza, infrarossi
Radiazioni elettromagnetiche (telefoni cellulari !!)
Artefatti da trasporto o da movimento del paziente (brivido, clonie)
Mal posizionamento della sonda
E ora che ne abbiamo parlato... Saturimetro a tutti, ma con testa !
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