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PROTESTA DEGLI AUTISTI 118 PRECARI DELLA REGIONE PUGLIA







Siamo i circa duecento autisti di ambulanze precari della Regione Puglia che lavorano nelle varie Ausl pugliesi con contratti di lavoro a tempo determinato, siamo ormai i cosiddetti ‘precari storici’ che hanno svolto per svariati anni il servizio di autista di ambulanza presso vari ospedali pugliesi”.

Inizia così il comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi da un comitato di autisti precari pugliesi. E continua: “In poche parole siamo gli autisti di ambulanza non di ruolo, in servizio presso le aree di emergenza degli ospedali e delle aziende sanitarie locali, che a causa del susseguirsi di vari interventi legislativi, si sono sempre ritrovati, dopo tanti anni di servizio, nella impossibilità di accedere ai posti di lavoro definitivi.

Vogliamo solo capire come sarà il nostro futuro, se dobbiamo continuare a fare i precari o se dobbiamo risolvere i contratti di lavoro alla loro scadenza, stipulati con le Ausl per il subbentro dei volontari che prenderebbero il nostro posto di lavoro.

Le associazioni di volontariato, ma è oramai risaputo che si usano i più svariati escamotage per retribuire i propri volontari che a più titoli prestano la propria opera presso associazioni di questo tipo.

E di questo ve ne possiamo dare conferma per esperienza professionale prestata presso associazioni in convenzione con il servizio 118.

Questo è dovuto anche al tardivo e ancora mancante riconoscimento della figura professionale dell’autista-soccorritore, per cui tale professione può essere svolta da chiunque frequenti corsi di soccorso più o meno qualificati, ma sicuramente disomogenei sul territorio nazionale e sicuramente privi di controlli di qualità dalle autorità sanitarie competenti. Solo la regione Veneto ha riconosciuto la figura professionale dell’autista-soccorritore.

Tale situazione è a scapito della salute del cittadino, ma soprattutto dell’incolumità fisica e legale del volontario. Nel caso delle varie associazioni in convenzione con i vari servizi di emergenza della regione Puglia, vengono “sfruttati” i volontari offrendo loro la possibilità di lavorare come co.co.co., o meglio come lavoratori a progetto obbiettivo.

Sulla regolarità dell’operazione non sappiamo pronunciarci, ma ci lascia a dir poco perplessi visto che si eludono tutti i criteri per le assunzioni tramite concorso previste per gli enti locali, gli stessi lavoratori poi hanno trattamenti economici diversi, formazione molto diversa, e trattamento in materia di sicurezza completamente assente!

Rispetto i lavoratori regolarmente assunti tramite concorso.

Ci soffermiamo essenzialmente sulla sicurezza, e lascerei giudicare a voi in materia sindacale se ciò che descriviamo vi sembra giusto, viste le normative previste dal decreto Legge 626, in materia di sicurezza. Vi assicuro che nulla viene rispettato per questi (non più volontari) ma, lavoratori atipici!


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