Glossario T-Z |
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Tabagismo. Termine che indica l’avvelenamento da tabacco, dovuto in buona parte all’azione della nicotina. Tachicardia. Frequenza cardiaca elevata, superiore ai 100 battiti al minuto. Tachicardia ventricolare (TV Ventricular Tachycardia). Condizione in cui il battito cardiaco è molto rapido; oltre un certo limite, la tachicardia ventricolare non consente alle camere cardiache di riempirsi, tra un battito e l'altro, con una quantità di sangue sufficiente a produrre un flusso adeguato a soddisfare le necessità dell'organismo. Targhetta di selezione o di triage. Cartellino indicante il gruppo di priorità al quale il paziente è stato assegnato. Tecniche di movimentazione dei Pazienti. Accorgimenti per l'approccio corretto al corpo, che facilitano le operazioni di sollevamento e di spostamento, allo scopo di prevenire le lesioni. Telefono cellulare. Telefono portatile che trasmette e riceve senza fili e che può essere trasportato e utilizzato in un'area molto vasta. Tendenza. Insieme dei cambiamenti delle condizioni del paziente con il trascorrere del tempo; per esempio il rallentamento della frequenza respiratoria o l'aumento della frequenza del polso, che possono essere indicativi di miglioramento o di peggioramento, e che possono risultare evidenti documentando i reperti delle successive valutazioni. Tendini. Tessuti che connettono il muscolo con l'osso. Testosterone. Ormone prodotto dalle gonadi maschili che determina lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili. Tibia. L'osso mediale (è il più grande) della parte inferiore della gamba. Tiroxina. Ormone secreto dalla tiroide che sembra controlli il metabolismo basale. Tolleranza (assuefazione). Possibilità di assumere sempre più frequentemente dosi di stupefacenti per produrre un’identica azione. Torace. La parte sopradiaframmatica del tronco. Tossina. Sostanza con effetti tossici prodotta da batteri, piante o animali. Tossinfezione. alimentare Sindrome morbosa gastroenterica provocata da alimenti contaminati da specifici microrganismi. Trachea. Struttura anatomica che collega la faringe con i Polmoni. Tracheostomia. Incisione chirurgica mantenuta aperta da un tubo in plastica o in metallo. Viene detta anche Stoma. Trasporto diretto. Metodo di trasferimento del paziente dal letto alla barella, secondo cui due o più soccorritori afferrano il corpo del paziente passandogli intorno le braccia e ripiegandole sul proprio torace, quindi, invertendo il procedimento, lo depongono sulla barella. Trauma chiuso. Lesione causata da un oggetto che colpisce la superficie del corpo senza penetrare attraverso la cute o altri tessuti dell'organismo. Trauma penetrante. Lesione causata da un oggetto che ha attraversato la cute o altri tessuti dell'organismo. Travaglio. Insieme delle tre fasi del processo della nascita. Esso ha inizio con le contrazioni uterine e termina con l'espulsione della placenta. Trazione manuale. Applicazione di una forza traente a un arto allo scopo di ripristinare il corretto allineamento delle ossa (riduzione) prima di procedere all'applicazione di una stecca. Viene detta anche Tensione. Trombina. Enzima che trasforma il fibrinogeno in fibrina nel processo di coagulazione del sangue. Trombo. Coagulo formato da sangue e placca aderenti alla parete interna delle arterie. Tronco. Il corpo senza la testa e gli arti. Tubercolina. Proteina utilizzata nelle reazioni tubercoliniche e isolabile dal filtrato delle colture del bacillo tubercolare. Tubo endotracheale. Sonda progettata per essere inserita nella trachea e attraverso la quale possono essere inviati ossigeno, farmaci o cateteri di aspirazione. Tumer (sindrome di). Condizione patologica genetica determinata dalla mancata disgiunzione dei cromosomi sessuali, che porta alla nascita di una femmina di tipo XO. Turgore delle vene giugulari (Jugular Vein Distension, JVD). Rigonfiamento delle vene del collo. Ulna. Osso mediale dell'avambraccio. Umidificatore. Apparecchio che è collegato al flussometro e che serve per rendere umido l'ossigeno secco proveniente dalla bombola. Ustione di primo grado. Ustione che interessa soltanto l'epidermide, vale a dire lo strato esterno della cute, che si presenta arrossata e talora lievemente tumefatta. Un esempio è costituito dagli eritemi solari. È anche definita ustione superficiale. Urea. Scoria azotata prodotta dal metabolismo delle proteine. Uretere. Organo tubulare dell’apparato escretore che trasporta l’urina dalla pelvi renale alla vescica. Uretrite. Infiammazione a carico dell’uretra (condotto che mette in comunicazione la vescica con l’ambiente esterno). Ustione di secondo grado. Ustione in cui vi sia interessamento dell'epidermide (primo strato cutaneo) fino a raggiungere il derma (secondo strato cutaneo). Le ustioni di questo tipo provocano arrossamento, formazione di bolle, e aspetto chiazzato, Rientra fra le lesioni profonde di media entità. Ustione di terzo grado. Ustione che interessi tutti gli strati della cute. Vi sono di solito aree carbonizzate di colore nero o aree asciutte e biancastre. È anche definita ustione profonda di massima entità. Utero. Organo addominale muscolare in cui avviene lo sviluppo del feto. Vaccino. Preparato formato da batteri o virus morti, inattivi o resi in vario modo innocui che, inoculato nell’organismo, determina la produzione di anticorpi e un’immunità duratura. Vagina. Elemento costitutivo del canale del parto. Vallecula. Struttura simile a una scanalatura che si trova anteriormente all'epiglottide. Valutazione continuativa. Procedura che mette in evidenza i mutamenti delle condizioni del paziente. Essa consta di quattro passaggi (e dei relativi accertamenti): ripetizione della valutazione iniziale, ripetizione del rilievo dei segni vitali (e annotazione dei relativi valori), ripetizione dell'anamnesi e dell'esame obiettivo orientati al singolo caso e, infine, verifica degli interventi già effettuati. Valutazione del sensorlo (metodo AVPU). Un modo mnemonicamente semplice per ricordare la classificazione dei livelli di risposta del paziente è quello di tenere a mente le lettere iniziali del metodo AVPU dove A sta per vigile (Alert), V per obnubilato (Verbal response), P per reattivo al dolore (Painful response) e U per non risponde agli stimoli (Unresponsive). Valutazione iniziale. il primo approccio alla valutazione del paziente, ed è composto da passaggi che vengono seguiti con lo scopo di mettere in evidenza e di trattare qualsiasi condizione patologica che rappresenti una minaccia per la vita del paziente. Le sei fasi di cui consta la valutazione iniziale sono: la formazione di un'impressione generale, la valutazione dello stato di coscienza, quella delle vie respiratorie, quella della respirazione, quella della circolazione e infine l'assegnazione di un grado di priorità relativo al trattamento e al trasporto in ospedale. Valutazione traumatologica rapida. Esame veloce che prende in considerazione: testa, collo, torace, addome, pelvi, arti e superfici posteriori del corpo, allo scopo di mettere in evidenza segni e sintomi di lesioni. Vasocostrizione. Diminuzione del calibro di un vaso sanguigno per contrazione delle fibre muscolari. Vasodilatazione. Aumento del lume di un vaso sanguigno. Veleni inalati. Sostanze tossiche assunte mediante l'inspirazione. Veleni ingenti. Sostanze tossiche assunte per via orale. Veleni iniettati. Sostanze tossiche che entrano in circolo attraverso soluzioni di continuità della cute (iniezioni, morsi di serpenti, punture di insetti). Veleno. Qualsiasi sostanza che può produrre danni all'organismo, alterando la struttura o la funzione delle cellule. Vena. Vaso sanguigno in cui scorre il sangue che ritorna verso il cuore. Vene cave. Sono due: superiore e inferiore. Queste due importanti vene permettono il ritorno del sangue dalla circolazione generale all'atrio destro. Vene polmonari. Vasi attraverso i quali il sangue ossigenato proveniente dai polmoni giunge all'atrio sinistro del cuore. Ventilazione. Il termine viene talora utilizzato come sinonimo di respirazione. Si veda anche Ventilazione artificiale. Ventilazione a pressione positiva. Si veda Ventilazione artificiale. Ventilazione artificiale. Immissione di aria oppure ossigeno nelle vie respiratorie. Ventrale. Riferito alla parte frontale del corpo. È sinonimo di anteriore. Ventricoli. Le due cavità inferiori del cuore. Vi sono un ventricolo destro (che invia il sangue povero di ossigeno ai polmoni) e un ventricolo sinistro (che invia il sangue ossigenato nella grande circolazione). Venule. il tipo di vene dal lume più piccolo. Vertebre. Le 33 ossa che costituiscono la colonna vertebrale. VES. Analisi clinica che esprime la velocità di eritrosedimentazione: se il valore risulta più alto della norma esprime il sospetto di un’infezione o di un’infiammazione. Vettore. Essere vivente che trasmette agenti di malattia da un organismo all’altro. Vie respiratorie. I canali attraverso i quali passa l'aria che entra o esce dai polmoni. Le strutture che costituiscono le vie respiratorie sono il naso, la bocca, la faringe, la laringe, la trachea, i bronchi e i polmoni. Virione. Fase extracellulare del ciclo vitale dei virus, in cui la particella virale appare costituita da una o più molecole di acido nucleico, generalmente racchiuse in un rivestimento di natura proteica (capside). Virulenza. Capacità di un germe patogeno di diffondersi e moltiplicarsi in un organismo. Virus. Particella submicroscopica costituita da una capsula proteica (capside) nel cui interno è posto l’acido nucleico (ONA o RNA). Si riproduce esclusivamente all’interno delle cellule di altri organismi (endoparassita cellulare obbligato). Vitamine. Sostanze organiche essenziali, in quantità limitata, all’accrescimento e alla vita degli organismi. Volemia. Volume del sangue circolante (66 ml/kg dipeso corporeo nella donna,76 ml/kg nell’uomo e 85 ml/kg nel neonato). Volet costale. Si veda Movimento paradosso. Watt. Unità di misura di potenza, utilizzata anche per esprimere la potenza di uscita delle radiotrasmittenti. Zona calda. Nel caso di incidenti con materiali pericolosi, il termine indica l'area in cui trovano posto il personale e le attrezzature per la decontaminazione e il supporto della zona di massimo pericolo. Zona di massimo pericolo. Area immediatamente circostante al luogo in cui si è verificato un incidente con materiali pericolosi e che si estende abbastanza lontano da impedire il verificarsi di conseguenze dannose causate dalla liberazione di sostanze pericolose entro un raggio al di fuori della zona. Zona di pericolo. Area che si trova intorno ai rottami di una collisione (o incidente d'altro tipo) fra veicoli; in tale area devono essere prese particolari misure di sicurezza. Zona fredda. Area in cui sono situate la postazione di comando e le attività di supporto necessarie per il controllo dell'incidente. |