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Dispositivi di protezione individuale







Lavorare in emergenza espone i soccorritori ad ogni genere di stress. Imparare a salvaguardare la propria salute nell'esercizio dell'attività è di importanza fondamentale. È necessario quindi saper utilizzare i presidi e acquisire le strategie utili a combattere le situazioni pericolose. I metodi per la salvaguardia del soccorritore professionale comprendono l'utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale prima di intervenire sul paziente, la sicurezza del luogo di intervento e la gestione del peso psicologico a causa di incidenti gravi o situazioni particolari. Poichè, è impossibile per un operatore di emergenza identificare a prima vista i pazienti portatori di infezioni, tutti i liquidi organici, di qualsiasi paziente devono essere considerati infetti e devono essere prese quell'insieme di norme (precauzioni universali) finalizzate ad evitare il diffondersi e la trasmissione di infezioni. Le malattie infettive sono causate da agenti patogeni ossia microrganismi (virus, batteri) che causano infezioni.

Le principali vie di trasmissione di agenti patogeni sono:

  • per via aerea; per disseminazione di goccioline di piccolissime dimensioni contenenti microrganismi, che rimangono a lungo sospese nell'aria (TBC, varicella, morbillo).
  • attraverso goccioline; per disseminazione di goccioline di grosse dimensioni, contenenti microrganismi, che vengono espulse dal malato a breve distanza nell'aria e depositate per esempio sulla congiuntiva di un ospite, sulle mucose nasali o nella bocca. Queste goccioline sono generate durante la tosse, gli starnuti, parlando e durante l'esecuzione di alcune procedure come l' aspirazione delle vie aeree ( meningococco, parotite).
  • per contatto; è il più frequente modo di trasmissione delle infezioni, a sua volta divisa in due sottogruppi: trasmissione per contatto diretto e per contatto indiretto.
La trasmissione diretta:
comporta un contatto diretto da superficie corporea a superficie corporea e un trasferimento fisico di microrganismi fra una persona infetta o solo colonizzata ed un ospite suscettibile (per es. immunodepresso).
La trasmissione indiretta:
comporta un contatto di un ospite suscettibile con un oggetto contaminato che fa da intermediario. Tale oggetto, può essere uno strumento contaminato, un ago, un indumento o le mani contaminate che non sono state lavate o i guanti che non sono stati cambiati tra un Paziente e l'altro.
I presidi e le procedure idonee a proteggere il soccorritore dal contatto con sangue, liquidi organici, aria contaminata prendono il nome quindi di Dispositivi Individuali di Protezione (D.P.I.), i datori di lavoro e i dipendenti per legge condividono la responsabilità dell'applicazione di tali precauzioni.

Dispositivi di Protezione Individuale




Il lavaggio delle mani




Il lavaggio delle mani è la misura più importante nella prevenzione delle infezioni, perchè le mani sono la principale sorgente continua di microrganismi.

Ruolo delle mani nella trasmissione delle infezioni

Si distinguono tre tipi di lavaggio delle mani:
  • lavaggio sociale; si esegue con sapone o detergente e acqua corrente per almeno 20 secondi, per eliminare gran parte della flora transitoria;
  • lavaggio antisettico; si esegue con appropriato antisettico e acqua corrente, per almeno 40-60 secondi, per eliminare la flora transitoria e parte della residente;
  • lavaggio preoperatorio; si esegue con appropriato antisettico e acqua corrente, ripetendo e prolungando l'operazione per almeno 5 minuti, per eliminare gran parte della flora residente.
La flora residente:
è caratterizzata da una elevata capacità di sopravvivenza e moltiplicazione sulla cute e dall'essere difficilmente rimovibile con il semplice lavaggio con acqua e sapone. Per eliminarla ci vuole anche l'antisettico. È costituita prevalentemente da microbi non potenzialmente patogeni, pertanto non pericolosi, a meno che non vengano introdotti nell'organismo tramite procedure invasive o lesioni accidentali.
La flora transitoria:
È costituita invece da una vasta gamma di microrganismi ambientali e/o umani, molti dei quali patogeni. È caratterizzata da una breve sopravvivenza (circa 24 ore) e dalla facile rimovibilità con il semplice lavaggio con acqua e sapone.

Il lavaggio delle mani è consigliato:

per una decontaminazione di base:
  • prima dell' inizio del lavoro;
  • quando le mani sono visibilmente sporche;
  • alla fine del servizio;
  • alla fine del turno di lavoro;

dopo una presumibile auto-contaminazione:
  • dopo il controllo dello zaino, del vano sanitario e del vano guida del veicolo di soccorso;
  • dopo aver tossito con la mano sulla bocca, essersi soffiati il naso, essersi pettinati, aver indossato o tolto la mascherina, toccato narici e bocca;
  • dopo l'uso dei servizi igienici;

dopo una presumibile etero-contaminazione:
  • per contatto con una fonte che presumibilmente era contaminata con microrganismi virulenti o patogeni:
  • dopo il soccorso e l'assistenza al paziente che ha comportato contatto mucose, cute non intatta, sangue o altri liquidi e materiali organici;
  • dopo la manipolazione di oggetti inanimati (termometri rettali, sacche di raccolta liquidi organici, medicazioni ferite, rifiuti e biancheria sporca ecc..);
  • dopo aver tolto i guanti, sia sterili che non sterili;

prima di atti che possano contaminare materiali destinati al Paziente:
  • prima di procedure invasive o nella collaborazione alla loro applicazione (inserzione di cateteri vascolari, urinari, o altri presidi invasivi)
  • prima del contatto con ferite o cute non intatta;
  • prima dell'assistenza o soccorso a Pazienti particolarmente sensibili alle infezioni:
    Pazienti con cateteri;
    Pazienti immunodepressi;
    Neonati;
  • nella manipolazione dei farmaci;
  • nella preparazione di infusioni/nutrizioni endovascolari;

Il contesto vario i tempi stretti in cui i soccorritori professionali di emergenza operano rendono difficoltoso il rispetto delle prescritte norme, esse devono comunque essere osservate nella maniera più scrupolosa possibile.



Guanti




L'uso dei guanti ha lo scopo di proteggere gli operatori di emergenza dal contatto con agenti infettivi e di ridurre la probabilità che il personale possa diffondere microbi dalle proprie mani ai pazienti suscettibili di infezione. Ogni qualvolta, vi sia la possibilità che il soccorritore di emergenza extraospedaliera entri in contatto con liquidi organici, deve utilizzare i guanti monouso in lattice, in vinile o altri materiali sintetici di tipo anallergico. L'uso dei guanti è una misura protettiva in aggiunta e non in sostituzione del lavaggio delle mani.
  • Vanno indossati prima di prendersi cura del Paziente ed allontanati immediatamente dopo, evitando accuratamente di toccare superfici, maniglie di portiere, cellulare, radio, portatile, vano guida perchè sulle superfici i microbi si comportano allo stesso modo che sulla cute.
  • I guanti vanno cambiati quando si passa da un Paziente all'altro e devono essere sterili in caso di procedure che lo richiedano.
  • Non indossare per lungo tempo lo stesso paio di guanti perchè l'umidità che si forma sulle mani favorisce la moltiplicazione dei microbi della cute. È meglio toglierli, lavarsi le mani e indossarne un altro paio. Il cambio dei guanti è necessario anche quando l'integrità degli stessi è messa in dubbio. I saponi gli antisettici possono alterare la composizione del guanto e renderlo non più impermeabile. Quando si procede alla pulizia delle attrezzature sanitarie o del mezzo di soccorso i guanti da indossare devono essere di diverso tipo, vanno indossati guanti pesanti e resistenti ai tagli.
  • Quando si sfilano i guanti, per evitare la contaminazione delle mani del soccorritore, il primo guanto deve essere pinzato dall'esterno, in corrispondenza del palmo, con la mano ancora guantata e allontanato; il secondo deve essere asportato afferrandolo all'interno, in corrispondenza del polso, con le dita della mano non guantata.
  • Se l'operatore con le mani guantate indossa anche mascherina e occhiali (d.p.i.), questi devono essere tolti dopo aver sfilato i guanti, per evitare la contaminazione di capelli e cute del viso.
  • È necessario lavare le mani subito dopo ciascun intervento, frequentemente, attentamente e metodicamente perchè sui guanti vi possono essere leggeri forellini microscopici o sottilissime lacerazioni attraverso cui gli agenti patogeni potrebbero aver raggiunto le mani. Questo aiuterà a ridurre l'esposizione del soccorritore professionale, quella dei colleghi e del successivo Paziente.



La protezione degli occhi




Le membrane mucose che circondano l'occhio sono in grado di assorbire liquidi. Dispositivi di protezione individuale fondamentali per il soccorritore professionale di emergenza sono gli occhiali o le visiere protettive con protezione sia frontale che laterale. L'utilizzo di questi mezzi di protezione oculare impediscono che schizzi o spruzzi di liquidi biologici e non, entrino nell'occhio. gli occhiali offrono una buona protezione ma tendono ad appannarsi, al contrario alcune mascherine con visiera trasparente non si appannano ne' causano eccessiva sudorazione.



La protezione delle vie respiratorie




Una delle principali vie di trasmissione di infezioni è come visto in precedenza, la via aerea. Inoltre, come per gli occhi le mucose della bocca raggiunte da spruzzi o schizzi sono in grado di assorbire i liquidi. Le mascherine sono un'altro importane presidio di protezione e ne esistono di due tipi diversi:
  • Le mascherine chirurgiche per proteggersi da schizzi di sangue, altri liquidi organici o gocce contaminate da agenti infettivi.
  • Le mascherine con filtro ad alta efficienza (N-95) in grado di bloccare le goccioline più piccole nell'ordine di micron sospese nell'ambiente. Per esempio se esiste il sospetto di contagio tubercolare, morbillo o come di recente per la S.A.R.S.
Qualora si sospetti ancora, che il Paziente soccorso sia affetto da malattia trasmissibile per via aerea se è cosciente è opportuno applicargli una mascherina di tipo chirurgico.



Camice protettivo




Il camice protettivo è un d.p.i. poco utilizzato nelle operazioni di soccorso extraospedaliero. Dovrebbe essere utilizzato invece, in tutti quei casi di Pazienti con ferite multiple e con notevole perdita di sangue e soprattutto in caso di parto. È questo, un presidio che dovrebbe far parte di ogni kit parto disponibile in automedica o in ambulanza. L'utilizzo del camice richiede l'uso simultaneo di guanti, occhiali protettivi e mascherina chirurgica.



Caschetto protettivo




auto-protezione durante l'estricazione del Paziente (U.S.A.) I soccorritori professionali hanno molto da imparare dai VV.FF. in materia di sicurezza. Infatti, non capiterà mai di osservare un soccorritore Vigile del Fuoco operare in cantiere o in teatro di incidente senza il giusto equipaggiamento di auto-protezione. Equipaggiamento, che non può escludere il caschetto protettivo ogni volta che il soccorritore è chiamato ad operare:
  • all'interno di aziende industriali;
  • nei cantieri edili;
  • in tutti i casi di oggetti sospesi o pericolanti;
  • sugli incidenti automobilistici durante l'estricazione dei Pazienti;
  • nella collaborazione con il personale VV.FF.;
  • nelle operazioni in terreni impervi;
  • ogni qualvolta lo si ritenga necessario;

sito consigliato: www.italiapsicologia.it


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