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Comportamento dell'operatore di emergenza in caso di esposizione a materiale biologico







Se, nonostante le precauzioni, si verificasse un'esposizione parenterale, o mucosa (schizzi sulle mucose delle vie respiratorie o nel sacco congiuntivale) o cutanea, con sangue o altri fluidi corporei e' bene seguire le istruzioni contenute nei protocolli di intervento successivi all'esposizione in uso nel propio sistema 1.1.8.. Esso non potrà fare a meno di contenere le seguenti indicazioni:

Puntura d'ago o da taglio.
  • Far sanguinare la ferita per qualche istante.
  • Lavare la ferita con acqua e sapone per dieci minuti e poi, eventualmente trattare con un antisettico (es. euclorina).

Contaminazione di cute lesa (screpolature o con tagli).
  • Lavare con acqua corrente per almeno dieci minuti, eventualmente trattare con un antisettico (es. euclorina).

Contaminazione della mucosa (occhi, bocca).
  • Sciacquare abbondantemente con soluzione fisiologica sterile o con acqua corrente per dieci-quindici minuti.

Successivamente bisogna avvertire il proprio responsabile e recarsi prima possibile nella struttura deputata agli interventi del caso che il più delle volte corrisponde al pronto soccorso più vicino.

Inoltrare la denuncia di infortunio, anche se si è giudicati idonei a riprendere il lavoro (infortunio senza prognosi). Questa denuncia è indispensabile per iniziare il più precocemente possibile una eventuale terapia di chemio o immunoprofilassi (in caso di HBV immunoglobuline entro 7 giorni mentre in caso di HIV chemioprofilassi preventiva entro 1 o 4 ore dall'esposizione) e ai fini medico-legali per un futuro riconoscimento dell'origine professionale della eventuale malattia contratta in tale situazione.

Se possibile, e dopo averne ottenuto il consenso, e' bene verificare la situazione sierologica del paziente da cui proviene il materiale biologico, determinando la presenza di anticorpi anti-HIV, anti HCV, anti HBV.

L' infortunio deve essere comunicato al datore di lavoro il quale deve far intervenire il medico competente per eseguire il controllo degli esami del sangue. L'operatore dovrà effettuare poi accertamenti sanitari periodici, indicativamente al "tempo zero" (al più presto dopo l'infortunio), dopo un mese, dopo tre mesi, dopo sei mesi e dopo un anno.

Si ricorda infine che, ai sensi del D.lgs 626/94, il personale che presta soccorso a malati deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria periodica anche per tutti gli altri rischi di infortunio: chimico, fisico, da video-terminali, e psicologico a spese del datore di lavoro, da parte del medico competente.

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