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Il Soccorritore Professionale

Nozioni di Assistenza al Parto







Nei nove mesi di vita intrauterina, partendo da una prima unica cellula (l’ovulo), si forma un organismo estremamente complesso e differenziato:
un nuovo essere umano.
Nella donna, dopo la pubertà, ogni mese giunge a maturazione una cellula uovo che viene espulsa dall’ovaio e si dirige verso la tuba. Qui avviene l’incontro tra cellula uovo e spermatozoo (FECONDAZIONE). Se l’incontro non avviene la cellula uovo degenera. La fecondazione e' la penetrazione di uno spermatozoo all’interno della cellula uovo e conseguente fusione dei due nuclei, maschile e femminile. Se non avviene la fecondazione non si instaura la gravidanza e avviene la: MESTRUAZIONE.



FASI DELLO SVILUPPO PRENATALE
Fecondazione
  1. Zigote= 23 crom. masch. + 23 crom. femm.= 46 crom.
  2. Migrazione= passaggio dei prodotto del concepimento dalla cavità tubarica alla cavità uterina.
  3. Segmentazione= moltiplicazione degli elementi cell. (blastomeri).
  4. Morula= 12 - 16 blastomeri.
  5. Blastocisti= formazione cavità liquida
  6. Annidamento= fissaggio (impianto) alla parete interna dell’utero.
La gravidanza può essere suddivisa in tre trimestri distinti, caratterizzati dalle particolari modificazioni che avvengono nella madre e nel bambino.

Nel primo trimestre, in cui si sviluppano tutti gli organi principali, la madre ha spesso nausea e vomito, mammelle ingrossate e indolenzite e inizia ad aumentare di peso.

Nel secondo, il feto possiede già lineamenti umani riconoscibili e cresce con rapidità; la gravidanza è evidente: la madre sente muoversi il feto e la sua frequenza cardiaca e pressione arteriosa salgono per soddisfare le necessità del figlio.

Nel terzo trimestre gli organi del feto aumentano di dimensioni; la gestante tende a sentirsi accaldata e impacciata e può soffrire di insonnia.




IL PARTO




generalmente si verifica dopo 30 - 40 settimane di gestazione e consiste nell' espulsione del prodotto del concepimento, esso viene definito:
  • DISTOCICO: se intervengono ostacoli o complicazioni (distocia di spalle, ecc.).

  • SPONTANEO: se inizia, decorre e si espleta senza alcun intervento.

  • EUTOCICO: se avviene con le sole forze naturali.

  • INDOTTO: se il travaglio viene provocato artificialmente.

  • OPERATIVO: se viene espletato con un intervento manuale o strumentale.

Per presentazione del feto si intende:
la parte del feto visibile attraverso l'orifizio vaginale durante il travaglio.
  • CEFALICA 95% (il feto si presenta con la testa).

  • PODALICA 4% (la presentazione del feto e' con uno o due piedini).

  • TRASVERSA O DI SPALLA 1% (il feto e' posizionato trasversalmente, cause principali: malformazioni dell'utero o bimbo piccolo).

presentazione podalica o trasversa



TRAVAGLIO




Il travaglio e' l' insieme di eventi che determinano l'espulsione e la nascita del neonato. Il parto è preceduto da una serie di eventi che tendono ad adattare il corpo della donna al passaggio del bambino e ad allargare l'apertura dell'utero. Prima del travaglio, o nel corso di esso, si verifica la rottura del sacco amniotico e la fuoriuscita del liquido in esso contenuto.
  • Periodo Prodomico;
    contrazioni dolorose ma ancora irregolari;
    sensazione fastidiosa;
    dolore regione lombo-sacrale;
    espulsione del tappo mucoso;

  • Periodo Dilatante;
    inizia con contrazioni regolari ogni 2-3 minuti e termina quando la cervice ha raggiunto la dilatazione massima di 10 cm.
    Il dolore aumenta ed interessa l'addome. La durata e di circa 4-5 ore nella nullipara (I° figlio) e 2-3 ore nella pluripara.

  • Periodo Espulsivo;
    inizia quando la dilatazione cervicale e' completa. Il neonato entra nel canale del parto, le contrazioni sono intense e prolungate. Subentrano i premiti ossia, la necessita' di defecare per stimolazione dello sfintere anale. Attraverso le spinte dell'utero e della madre il bimbo nasce.

  • Periodo del Secondamento;
    Ha durata tra i 5 e i 30 minuti, consiste nell'espulsione della placenta con il cordone ombelicale, le membrane del sacco amniotico e dei tessuti di rivestimento dell'utero.
secondamento
Nei primi giorni successivi al parto, molte donne sono vittime di una particolare forma di depressione, denominata depressione post-parto, la cui origine non è del tutto chiara; sembrano comunque rilevanti nella sua insorgenza gli assestamenti ormonali che seguono al parto e fattori psicologici.

A volte la donna può entrare in travaglio prima della data prevista, dando alla luce un bambino prematuro. Sono prematuri, cioè nati prima della trentasettesima settimana di gestazione, circa il 6-15% dei bambini.

Al contrario, la gravidanza può protrarsi oltre il termine previsto. In tal caso, se comunque essa procede normalmente, si attende la quarantaduesima settimana; superata questa, si può indurre il travaglio mediante l'applicazione di prostaglandine a livello della vagina o sul collo dell'utero, per cercare di innescare un travaglio che poi prosegue con modalità e con tempi fisiologici. Se questo non inizia o se è necessario indurre la nascita in tempi più brevi, si procede alla rottura artificiale del sacco amniotico per provocare artificialmente la rottura delle acque; infine, si può intervenire più drasticamente iniettando per via endovenosa un preparato contenente l'ormone ossitocina, che induce in breve tempo le contrazioni dell'utero.

Una modalità di parto diversa da quella naturale è il parto cesareo, in cui il bambino viene estratto dall'utero tramite un intervento chirurgico; in genere questa pratica viene eseguita solo per motivi medici specifici, ossia quando le condizioni di salute della paziente o del nascituro rendono urgente la nascita di quest'ultimo.



Esame della Madre




Determinata la sicurezza ambientale e dopo, aver adottato i presidi di auto-protezione del caso:
  • nome ed eta' della madre;
  • parita' (n° figli);
  • periodo previsto del parto;
  • segnare ora inizio contrazioni, intervallo e "rottura delle acque"; Il liquido amniotico deve essere di colore limpido. Spesso la sofferenza fetale asfittica si accompagna ad emissione di meconio (prime feci) e quindi al passaggio del colore del liquido amniotico da "acqua di rocca" ad una tinta verdastra, o polpacea in caso di grave sofferenza.
  • frequenza e durata delle contrazioni;
  • presenza di premiti;
  • valutare presentazione del feto;
L' esame visivo durante la presentazione e' un momento imbarazzante per la madre ed i presenti, e' importante spiegare con chiarezza il motivo e cio' che si sta per fare.



Parto precipitoso




Si caratterizza per il luogo, avviene infatti in circostanze del tutto inconsuete (lavoro, ascensore, autobus, ambulanza); si verifica come conseguenza di una velocita' della dilatazione cervicale che supera i 5 cm all'ora e alla presenza di contrazioni molto valide, in una gestante il cui canale di parto non oppone resistenza alla progressione del feto, spesso perche' e' poco voluminoso. Nella pluripara il parto precipitoso e tre volte piu' frequente.

Mancano i segni caratteristici del travaglio:
  • nessuna espulsione del tappo mucoso;
  • spesso le membrane rimangono integre;
  • l' attivita' uterina (contrazioni) non e' regolare;



Assistenza al Parto




Kit Parto:
  • D.P.I.
  • guanti chirurgici sterili;
  • teli sterili per coprire la madre;
  • garze, telini sterili;
  • aspiratore per neonati;
  • cord-clamp;
  • forbici chirurgiche;
  • telo per avvolgere neonato;
  • sacchetto per placenta;
  • sacca graduata da porre sotto la madre per valutare quanto perso;
  • utile: lenzuola e teli puliti;

ATTENZIONE: rischio elevato di contaminazione da liquidi biologici potenzialmente infetti:
  1. Auto-Protezione, valutare A-B-C e allertare centrale 1.1.8..

  2. Tranquillizzare la donna e chiedere se dobbiamo allontanare gli astanti.

  3. Porre la donna in posizione ginecologica (in caso di P.A. bassa sollevare con alcuni teli il fianco destro).

  4. Preparare il campo sterile.

  5. Assistere il parto:

    • Assistenza psicologica e informazioni alla madre.
    • Sostenere la testa del bimbo durante l' uscita.
    • Aspirare bocca e naso.
    • Aiutare nella fase d'uscita delle spalle (non girare, non tirare).
    • Sostenere il tronco e i piedi durante l'uscita.
    • Posizionare il neonato per il drenaggio sotto la vagina.
    • applicare le clamp al cordone ad una distanza di 15 cm l' una dall'altra. Il cordone deve essere tagliato solo se e' troppo corto o bisogna iniziare la R.C.P.
    • Asciugare il neonato e dare assistenza (PBLS).
    • Chiedere alla madre se lo possiamo adagiare sul suo grembo.
    • Seguire con attenzione il periodo del secondamento.
      • Massaggiare l 'addome della madre con lo scopo di contrarre l'utero ed impedire emorragie post-partum.
    • Raccogliere la placenta e perdite nell' apposite sacche.
    • Collaborazione con A.L.S. e trasporto in ospedale, valutazione A-B-C.
prima fase del parto: sorreggere il capo seconda fase del parto: sorreggere e aspirare
terza fase del parto: sorreggere ed aiutare quarta fase del parto: sorreggere capo e tronco
quinta fase del parto: non tirare, non girare sesta fase del parto: adagiare all' altezza della vagina



Parto non imminente




  • Valutazione A-B-C.
  • Allertare Centrale 1.1.8..
  • Informazioni alla madre.
  • Trasporto in decubito laterale sinistro.
  • Valutare durante il viaggio.



Complicanze del parto




  • Prolasso del cordone ombelicale:
    a membrane rotte, il cordone si trova davanti alla parte presentata.
    Trattamento:
    • valutazione A-B-C;
    • posizionare la madre su tavola spinale e metter in posizione anti-schock;
    • somministrare Ossigeno ad alta concentrazione;
    • avvolgere il cordone esposto in un telo sterile. Inumidire il telo con fisiologica e avvolgerlo in un altro telo asciutto mantenendolo caldo;
    • informazioni alla madre e trasporto immediato in ospedale;

  • Emorragia post-partum (perdita ematica > 500cc).
    Cause:
    • atonia uterina;
    • mancato distacco della placenta;
    • incompleto distacco della placenta;
    • rottura d' utero (il feto puo' escire in addome. Fattori predisponenti: pre-interventi, pluriparita');
    Trattamento:
    • valutazione A-B-C e trattamento possibile schock;
    • massaggiare il fondo dell' utero fino a quando non si percepisce un globo uterino contratto;
    • ossigenoterapia;
    • trasporto immediato;



Il Neonato




Il neonato subisce durante il travaglio di parto una condizione di stress, passando da un ambiente protetto a un ambiente a lui inizialmente ostile.

assistenza psicologica, sostenere il capo del neonato Subito dopo la nascita, al compimento del primo atto respiratorio i polmoni si riempiono di aria. La circolazione sanguigna subisce profonde modifiche, in seguito al brusco calo della resistenza al passaggio del sangue nelle arteriole polmonari; il forame ovale (che mette in comunicazione i due ventricoli destro e sinistro del cuore) e il dotto arterioso di Botallo (che nel feto collega l’arteria aorta all’arteria polmonare), si chiudono.

La bilirubina, smaltita durante la vita fetale attraverso la circolazione placentare dal fegato della madre, può accumularsi e determinare, dopo due-tre giorni dalla nascita, la comparsa di un ittero che è comunque fisiologico e non desta preoccupazione.

L’emoglobina fetale cessa di essere prodotta; inizia la sintesi dell’emoglobina adulta, caratterizzata da una minore affinità per l’ossigeno e, quindi, maggiormente indicata a trasportare e cedere l’ossigeno alle diverse parti del corpo, comprese quelle più periferiche.

La non completa maturazione del sistema immunitario determina, una volta che nel neonato vengono degradati gli anticorpi materni, uno stato transitorio di immunodeficienza che termina attorno al sesto mese di vita.

Ogni fase successiva al parto e' essenziale per il benessere della madre e del neonato.

Le prime cure del neonato comprendono:
  • posizionamento su una superficie piana all'altezza della vagina;
  • liberazione delle vie aeree;
  • controllo dell' attivita' respiratoria;
  • clampaggio del cordone ombelicale;
  • prevenzione ipotermia.
L' indice di Apgar e' un punteggio che viene attribuito a ogni neonato al momento del parto e che ne indica le condizioni generali. Esso è segnalato immediatamente dopo la fuoriuscita del bambino dal corpo materno (entro 60 secondi), e dopo cinque minuti. L'indice di Apgar tiene conto di cinque parametri:
  • la frequenza cardiaca;
  • l'attività respiratoria;
  • il tono muscolare;
  • l'eccitabilità riflessa (verificata introducendo la pompetta per aspirazione in una narice);
  • il colorito della cute.
se la madre e' d' accordo adagiarlo sul grembo

A ogni rilievo viene attribuito un punteggio da zero a due, che dà luogo a un punteggio totale massimo di 10. I neonati con indice di Apgar basso devono essere immediatamente assistiti, perché lo scarso punteggio è sintomo di condizioni critiche o, addirittura, di pericolo di sopravvivenza. I bimbi con punteggio sotto i 5 verranno intubati.



Indice Apgar 0 1 2
F. Cardiaca assente < 100 > 100
Movimenti Resp. assente incostanti pianto valido
Tono Muscolare flacido flessione movimenti attivi
Risp. Riflesse assente smorfia tosse
Colorito cianotico cianosi perif. roseo

sito consigliato: www.italiapsicologia.it


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